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Amministratore
13 Jun : 19:30
Aggiunte altre foto!
Amministratore
10 Jun : 18:58
Prime foto dell'Infiorata 2010 nella galleria immagini!
Amministratore
06 May : 15:57
Stiamo aggiornando il sito per l'Infiorata 2010 che avrà luogo il 4, 5, e 6 Giugno
Amministratore
15 Jun : 20:39
Le prime foto dell'Infiorata 2009 nella Galleria Immagini. Ma è solo un assaggio!!
Amministratore
15 Jun : 12:30
Stiamo laorando per voi!!! entro stasera le foto della XII edizione dell'Infiorata. Se siete venuti a trovarci, inviate i vostri commenti così da incoraggiarci a migliorare sempre!
messina51
11 Jun : 21:44
sicuramente ci sono sempre margini di miglioramento,quest'anno mi sono prefisso di venire come da parecchi anni il sabato sia per l'accoglienza delle persone che lavorano e perchè si nota la disponibilità dei paesani al confronto e al dialogo.Ma verrò anche a piedi dal parcheggio per vedere la procwessione della domenica.
saluti
mng
Amministratore
04 Jun : 12:32
Il Comune organizzerà come sempre il sistema dei bus navetta. Anche l'anno scorso c'erano a disposizione 6 bus ma si capisce bene che in un piccolo paese con sole due strade di accesso, in momenti in cui si riversano delle masse importanti (come in alcune ore del sabato o la domenica pomeriggio) i tempi di attesa per le navette possono essere più lunghi. E' accaduto anche a noi a Noto di preferire fare la strada fino al parcheggio bus a piedi che attendere il turno. Speriamo che quest'anno con qualche accorgimento in più non si verificheranno disguidi.
messina51
30 May : 16:47
Il comune spero organizzerà un valido sistema di trasporto per giornata della domenica, visto il precario sistema utilizzato per l'anno precedente.Sarò presente sicuramente il sabato che secondo me incarna l'unione dei paesani per questa ricorrenza
saluti
mng
Amministratore
16 May : 13:13
Il sito è in aggiornamento. Ci scusiamo per il ritardo ma potrete trovare le prime notizie per l'edizione 2009 in preparazione.
messina51
18 Apr : 22:02
Si possono sapere le date della prossima infiorata appuntamento che non vorrei rinunciaresaluti
mng
Vedi tutti i messaggi (152)
TEMA 2009: LA CONVERSIONE
"La fausta circostanza dell'anno paolino, indetto dal Sommo Pontefice Benedetto XVI in occasione del bimillenario della nascita dell'apostolo delle genti, ci ha incoraggiati e spronati ad orientarci su questa grande figura missionaria per poteer proporre all'Infiorata 2009 un tema, un messaggio, un annuncio...
A prima vista sembrerebbe che Paolo non abbia nulla a che vedere con l'Eucarestia... eppure egli in qualche sua lettera (1Cor. 11,23-27) ricorda ai suoi interlocutori che ha ricevuto dal Signore ciò che a sua volta ha trasmesso loro. L'apostolo riporta, infatti, i gesti e le parole di Gesù: "prese del pane..." e vuol far comprendere che, quando ci si raduna per celebrare la cena del Signore Gesù, si commemora la Sua morte in croce, prefigurata nei gesti e nelle parole dell'ultima cena, con la quale Egli ha attuato la nuova alleanza promessa dai profeti e ha radunato il nuovo popolo di Dio. E' fondamentale, perciò, che tra i membri della Chiesa si crei quello stesso rapporto di amore e di solidarietà che vi era tra Gesù e i discepoli, che lo hanno portato a donare la Sua vita per loro sulla croce.
Paolo sottolinea inoltre l'importanza della condivisione, espressione di comunione, mettendo in luce le conseguenze negative che derivano dalla sua mancanza. il disinteresse per i poveri è fonte di divisione, vanifica la celebrazione della cena del Signore, causa disprezzo sulla Chiesa di Dio, fa vergognare i poveri, provoca la distruzione della comunità . L'apostolo ha messo, infine, in luce il legame inscindibile che esiste tra Eucarestia e comunità , tra celebrazione del corpo del Signore e l'esistenza dei credenti, fondata sulla solidarietà e sull'amore.
Approfittiamo quindi di questo evento giubilare per lasciarci folgorare dalla grazia di Cristo lungo le strade profumate del nostro paese i modo da poter intraprendere, sull'esempio di Paolo, un nuovo cammino di annuncio e di testimonianza nella fedeltà a Dio e nel servizio ai fratelli."
Parlare di CONVERSIONE, significa andare al cuore del messaggio cristiano ed insieme alle radici dell’esistenza umana. Se ogni conversione, o metà noia, è opera della grazia divina, cioè dell’intervento immediato e radicale di Dio nel cuore dell’uomo, quella di Paolo lo è in sommo grado.
San Paolo, grande persecutore dei primi cristiani, al punto tale che è ricordato dagli Atti degli Apostoli come colui che resse i mantelli ai soldati che lapidarono il giovane Stefano primo martire della cristianità , fa esperienza nella sua carne e nel cuore della conversione: sulla via di Damasco il volto radioso e la voce forte di Cristo lo strappano al suo zelo violento di persecutore e accendono in lui il nuovo zelo del Crocifisso;"Sono stato Crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo ma Cristo vive in me" (Gal.2,20). La sua fede è l’essere colpito dall’amore di Gesù, un amore che lo sconvolge fin nell’intimo e lo trasforma; la sua gioia è annunciarLo e vivere per Lui, il suo sogno soffrire e morire per Lui. Tutta la sua esistenza sarà segnata dal desiderio di annunciare Cristo agli increduli, con audacia e coraggio, con impeto ed entusiasmo. Diventato uomo nuovo nel soffio dello spirito Santo, Paolo ha in sè il fuoco dei convertiti ed un profondo amore del mistero cristiano.
Fuoco e amore che divampano nella vita di altri "giganti" della cristianità cui l'Infiorata 2009 si ispira, come Francesco d'Assisi, che ci riconsegna le parole di Paolo con la forza della sua testimonianza. Da quando nel volto dei lebbrosi, amati per amore di Dio, comincia a scorgervi il volto dolce e dolente di Cristo, da quando poi la voce del Crocifisso di San Damiano gli mette in cuore il programma della sua vita "Và , Francesco, ripara la mia casa", il suo cammino non è che lo sforzo quotidiano di immedesimarsi con Cristo. Egli si innamora di Cristo. Le piaghe del Crocifisso feriscono il suo cuore, prima di segnare il suo corpo sulla Verna, al punto che egli può veramente dire con Paolo: "Cristo vive in me".
Il dinamismo dell’autentica conversione è già presentato nel Vangelo dalla Maddalena, la donna peccatrice riscattata dall’Amore. La tenerezza con cui Gesù tratta questa donna da tanti sfruttata e da tutti giudicata, che bagna di lacrime i suoi piedi e li asciuga con i capelli, baciandoli e cospargendoli di olio profumato, rivela che Dio è Amore: la misericordia non cambia i connotati del peccato, ma lo brucia in un fuoco di amore se c’è nell’uomo il pentimento sincero, il proposito di una vita nuova.
Gli uomini d'oggi, cosà spesso smarriti di fronte al grande problema della vita, hanno molto da imparare volgendo lo sguardo alle vicende umane e spirituali di questi Santi convertiti: guardando soprattutto alla conversione di Sant'Agostino, dominata dall'appassionata ricerca e dal bisogno di trovare la Verità , che gli viene rivelata pienamente dalla lettura dell'epistolario di San Paolo, nella fede della Chiesa cattolica che lui un tempo sconfessava; solo qui trova l'armonia tra fede e ragione, un Dio non lontano dalla nostra vita ma vicino ad ogni essere umano, vicino al nostro cuore e alla nostra ragione, se noi realmente ci mettiamo in cammino.
La presenza di Dio nell’uomo è profonda e nello stesso tempo misteriosa, ma può essere riconosciuta e scoperta nel proprio intimo: non andare fuori – afferma il convertito – ma "torna in te stesso; nell’uomo interiore abita la verità ".
Convertito a Cristo, che è Verità e Amore, Agostino lo ha seguito per tutta la vita ed è diventato un modello per ogni essere umano, per noi tutti in cerca di Dio. Proprio come egli stesso sottolinea, con un’affermazione famosissima, all’inizio delle Confessioni, autobiografia spirituale scritta a lode di Dio: «Ci hai fatti per te e inquieto è il nostro cuore, finché non riposa in te» (I,1,1)
"Anche oggi, come al suo tempo, l’umanità ha bisogno di conoscere e soprattutto di vivere questa realtà fondamentale: Dio è amore, e l’incontro con Lui è la sola risposta alle inquietudini del cuore umano. Un cuore che è abitato dalla speranza, forse ancora oscura e inconsapevole in molti nostri contemporanei, ma che per noi cristiani apre già oggi al futuro, tanto che san Paolo ha scritto che «nella speranza siamo stati salvati» (Rm 8,24)."(Giovanni Paolo II)
"Tardi Ti ho amato,
Bellezza tanto antica e tanto nuova;
tardi Ti ho amato!
Tu eri dentro di me, e io stavo fuori,
ti cercavo qui,
gettandomi deforme sulle belle forme delle tue creature.
Tu eri con me, ma io non ero con Te.
Mi tenevano lontano da Te le creature che, pure, se non esistessero in Te, non esisterebbero per niente.
Tu mi hai chiamato e il Tuo grido ha vinto la mia sordità ;
hai brillato, e la Tua luce ha vinto la mia cecità ;
hai diffuso il Tuo profumo, e io l'ho respirato, e ora anelo a Te; Ti ho gustato ed ora ho fame e sete di Te;
mi hai toccato e ora ardo dal desiderio della Tua pace".
(S.Agostino - "Le Confessioni", 10; 27,38)
A prima vista sembrerebbe che Paolo non abbia nulla a che vedere con l'Eucarestia... eppure egli in qualche sua lettera (1Cor. 11,23-27) ricorda ai suoi interlocutori che ha ricevuto dal Signore ciò che a sua volta ha trasmesso loro. L'apostolo riporta, infatti, i gesti e le parole di Gesù: "prese del pane..." e vuol far comprendere che, quando ci si raduna per celebrare la cena del Signore Gesù, si commemora la Sua morte in croce, prefigurata nei gesti e nelle parole dell'ultima cena, con la quale Egli ha attuato la nuova alleanza promessa dai profeti e ha radunato il nuovo popolo di Dio. E' fondamentale, perciò, che tra i membri della Chiesa si crei quello stesso rapporto di amore e di solidarietà che vi era tra Gesù e i discepoli, che lo hanno portato a donare la Sua vita per loro sulla croce.
Paolo sottolinea inoltre l'importanza della condivisione, espressione di comunione, mettendo in luce le conseguenze negative che derivano dalla sua mancanza. il disinteresse per i poveri è fonte di divisione, vanifica la celebrazione della cena del Signore, causa disprezzo sulla Chiesa di Dio, fa vergognare i poveri, provoca la distruzione della comunità . L'apostolo ha messo, infine, in luce il legame inscindibile che esiste tra Eucarestia e comunità , tra celebrazione del corpo del Signore e l'esistenza dei credenti, fondata sulla solidarietà e sull'amore.
Approfittiamo quindi di questo evento giubilare per lasciarci folgorare dalla grazia di Cristo lungo le strade profumate del nostro paese i modo da poter intraprendere, sull'esempio di Paolo, un nuovo cammino di annuncio e di testimonianza nella fedeltà a Dio e nel servizio ai fratelli."
Padre Gianfranco Centorrino
Parlare di CONVERSIONE, significa andare al cuore del messaggio cristiano ed insieme alle radici dell’esistenza umana. Se ogni conversione, o metà noia, è opera della grazia divina, cioè dell’intervento immediato e radicale di Dio nel cuore dell’uomo, quella di Paolo lo è in sommo grado.
San Paolo, grande persecutore dei primi cristiani, al punto tale che è ricordato dagli Atti degli Apostoli come colui che resse i mantelli ai soldati che lapidarono il giovane Stefano primo martire della cristianità , fa esperienza nella sua carne e nel cuore della conversione: sulla via di Damasco il volto radioso e la voce forte di Cristo lo strappano al suo zelo violento di persecutore e accendono in lui il nuovo zelo del Crocifisso;"Sono stato Crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo ma Cristo vive in me" (Gal.2,20). La sua fede è l’essere colpito dall’amore di Gesù, un amore che lo sconvolge fin nell’intimo e lo trasforma; la sua gioia è annunciarLo e vivere per Lui, il suo sogno soffrire e morire per Lui. Tutta la sua esistenza sarà segnata dal desiderio di annunciare Cristo agli increduli, con audacia e coraggio, con impeto ed entusiasmo. Diventato uomo nuovo nel soffio dello spirito Santo, Paolo ha in sè il fuoco dei convertiti ed un profondo amore del mistero cristiano.
Fuoco e amore che divampano nella vita di altri "giganti" della cristianità cui l'Infiorata 2009 si ispira, come Francesco d'Assisi, che ci riconsegna le parole di Paolo con la forza della sua testimonianza. Da quando nel volto dei lebbrosi, amati per amore di Dio, comincia a scorgervi il volto dolce e dolente di Cristo, da quando poi la voce del Crocifisso di San Damiano gli mette in cuore il programma della sua vita "Và , Francesco, ripara la mia casa", il suo cammino non è che lo sforzo quotidiano di immedesimarsi con Cristo. Egli si innamora di Cristo. Le piaghe del Crocifisso feriscono il suo cuore, prima di segnare il suo corpo sulla Verna, al punto che egli può veramente dire con Paolo: "Cristo vive in me".
Il dinamismo dell’autentica conversione è già presentato nel Vangelo dalla Maddalena, la donna peccatrice riscattata dall’Amore. La tenerezza con cui Gesù tratta questa donna da tanti sfruttata e da tutti giudicata, che bagna di lacrime i suoi piedi e li asciuga con i capelli, baciandoli e cospargendoli di olio profumato, rivela che Dio è Amore: la misericordia non cambia i connotati del peccato, ma lo brucia in un fuoco di amore se c’è nell’uomo il pentimento sincero, il proposito di una vita nuova.
Gli uomini d'oggi, cosà spesso smarriti di fronte al grande problema della vita, hanno molto da imparare volgendo lo sguardo alle vicende umane e spirituali di questi Santi convertiti: guardando soprattutto alla conversione di Sant'Agostino, dominata dall'appassionata ricerca e dal bisogno di trovare la Verità , che gli viene rivelata pienamente dalla lettura dell'epistolario di San Paolo, nella fede della Chiesa cattolica che lui un tempo sconfessava; solo qui trova l'armonia tra fede e ragione, un Dio non lontano dalla nostra vita ma vicino ad ogni essere umano, vicino al nostro cuore e alla nostra ragione, se noi realmente ci mettiamo in cammino.
La presenza di Dio nell’uomo è profonda e nello stesso tempo misteriosa, ma può essere riconosciuta e scoperta nel proprio intimo: non andare fuori – afferma il convertito – ma "torna in te stesso; nell’uomo interiore abita la verità ".
Convertito a Cristo, che è Verità e Amore, Agostino lo ha seguito per tutta la vita ed è diventato un modello per ogni essere umano, per noi tutti in cerca di Dio. Proprio come egli stesso sottolinea, con un’affermazione famosissima, all’inizio delle Confessioni, autobiografia spirituale scritta a lode di Dio: «Ci hai fatti per te e inquieto è il nostro cuore, finché non riposa in te» (I,1,1)
"Anche oggi, come al suo tempo, l’umanità ha bisogno di conoscere e soprattutto di vivere questa realtà fondamentale: Dio è amore, e l’incontro con Lui è la sola risposta alle inquietudini del cuore umano. Un cuore che è abitato dalla speranza, forse ancora oscura e inconsapevole in molti nostri contemporanei, ma che per noi cristiani apre già oggi al futuro, tanto che san Paolo ha scritto che «nella speranza siamo stati salvati» (Rm 8,24)."(Giovanni Paolo II)
"Tardi Ti ho amato,
Bellezza tanto antica e tanto nuova;
tardi Ti ho amato!
Tu eri dentro di me, e io stavo fuori,
ti cercavo qui,
gettandomi deforme sulle belle forme delle tue creature.
Tu eri con me, ma io non ero con Te.
Mi tenevano lontano da Te le creature che, pure, se non esistessero in Te, non esisterebbero per niente.
Tu mi hai chiamato e il Tuo grido ha vinto la mia sordità ;
hai brillato, e la Tua luce ha vinto la mia cecità ;
hai diffuso il Tuo profumo, e io l'ho respirato, e ora anelo a Te; Ti ho gustato ed ora ho fame e sete di Te;
mi hai toccato e ora ardo dal desiderio della Tua pace".
(S.Agostino - "Le Confessioni", 10; 27,38)
a cura dell'Associazione La Fenice (bycez)



